Temario

TEMARIO PER L’ESAME DI SINTESI

in vigore dal 1° gennaio 2012

1 . “Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura. Con questa rivelazione, infatti, Dio invisibile nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa economia della rivelazione avviene con eventi e parole intimamente connessi tra loro. . . “ (DV 2).

2.         “In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un’alleanza e lo formò progressivamente manifestandogli nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi in Cristo. . .“ (LG 9).

3 . “Dio, che ha cura paterna di tutti, ha voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro con animo di fratelli. Tutti, infatti, creati ad immagine di Dio, che da un solo uomo ha prodotto l’intero genere umano affinché popolasse tutta la terra (At 17,26) sono chiamati all’unico e medesimo fine, cioè Dio stesso. Perciò l’amor di Dio e del prossimo è il più grande comandamento. . .“ (GS 24).

4.         “(L’)opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’antico testamento, è stata compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, resurrezione da morte e gloriosa ascensione, mistero col quale morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridonato la vita. Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa” (SC 5).

5.         “Compiuta l’opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra, il giorno di Pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa, e i credenti avessero cosi per Cristo accesso al Padre in un solo Spirito. Questi è lo Spirito che dà la vita., dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio …. . guida la Chiesa verso tutta intera la verità. . . “ (LG 4).

6.         “I1 Signore Gesù diede inizio alla sua Chiesa predicando la buona novella, cioè la venuta del Regno di Dio da secoli promesso nelle scritture. . . Questo Regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo. . . La Chiesa, fornita dei doni del suo fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti. . . riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il Regno di Cristo e di Dio, e di questo Regno costituisce in terra il germe e l’inizio” (LG 5).

7.         “Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra la sua Chiesa santa, comunità di fede, speranza e carità, come un organismo visibile; lo sostenta incessantemente e per essa diffonde su tutti la verità e la grazia. La società costituita dagli organi gerarchici e il corpo mistico di Cristo, l’assemblea visibile e la comunità spirituale, la Chiesa della terra e la Chiesa ormai in possesso dei beni celesti, non si devono considerare come due realtà, ma formano una sola complessa realtà risultante di un elemento umano e di un elemento divino. Per una non debole analogia quindi è paragonata al mistero del Verbo Incarnato” (LG 8).

8.         “Dio dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni. Perciò Cristo Signore ordinò agli apostoli di predicare a tutti . il vangelo che, prima promesso per mezzo dei profeti, egli ha adempiuto e promulgato di sua bocca. Ciò venne fedelmente eseguito, tanto dagli apostoli. . . nella predicazione orale, . . quanto da quegli apostoli e uomini della loro cerchia, i quali, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, misero Scritto l’annunzio della salvezza” (DV 7).

9.         “La Chiesa ha sempre venerato le divine scritture come ha fatto per il corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli. Insieme con la sacra tradizione, la Chiesa le ha sempre considerate e le considera come la regola suprema della propria fede” (DV 21).

10.       “Cristo Signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo un regno di sacerdoti per Dio, suo Padre (Ap 1 ,6). Infatti per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo. . . Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all’unico sacerdozio di Cristo” (LG 10).

11 . “L’indole sacra e la struttura organica della comunità sacerdotale vengono attuate per mezzo dei sacramenti e delle virtù” (LG 11).

12.       “La Sacra Scrittura insegna che l’uomo è stato creato a immagine di Dio, capace di amare il proprio Creatore e che fu costituito da lui sopra tutte le creature terrene quale Signore di esse per governarle e servirsene a gloria di Dio. . . Ma Dio non creò l’uomo lasciandolo solo, fin da principio uomo e donna li creò (Gn 1 ,27) e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone” (GS 12).

13 . “Costituito da Dio in uno stato di giustizia, l’uomo però, tentato dal maligno, fin dagli inizi della storia abusò della libertà sua, erigendosi contro Dio. . . Quel che ci viene manifestato dalla rivelazione divina concorda con la stessa esperienza. Infatti se l’uomo guarda dentro al suo cuore si scopre anche inclinato al male e immerso in tante miserie che non possono certo derivare dal Creatore che è buono. Spesso, rifiutando di riconoscer Dio quale suo principio, l’uomo ha infranto il debito ordine in rapporto al suo ultimo fine, e al tempo stesso tutto il suo orientamento sia verso se stesso sia verso gli altri uomini e verso tutte le cose create” (GS 13).

14.       “Unità di anima e di corpo, l’uomo sintetizza in sé, per la stessa sua condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi attraverso di lui toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore. Allora non è lecito disprezzare la vita corporale; egli anzi è tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perché è creato da Dio e destinato alla resurrezione nell’ultimo giorno” (GS 14).

15 . “Norma suprema della vita umana è la legge divina, eterna, oggettiva e universale, per mezzo della quale Dio con disegno di sapienza e amore ordina, dirige e governa tutto il mondo e le vie della comunità umana. E Dio rende partecipe l’uomo della sua legge, cosicché l’uomo, per soave disposizione della provvidenza divina, possa sempre più conoscere l’immutabile verità. . . La verità va cercata in modo rispondente alla dignità della persona umana sociale, cioè sua natura sociale, cioè con una ricerca libera, con l’aiuto del magistero o dell’insegnamento, della comunicazione e del dialogo. . . ; e alla verità conosciuta si deve aderire fermamente con assenso personale. Ma l’uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza che egli è tenuto a seguire fedelmente in ogni sua attività, per arrivare a Dio, suo fine” (DH 3).